La montagna che è caduta nel fiume. Anatomia della catastrofe del 26 agosto 2026
Un distacco di ghiaccio e roccia a 5200 metri, un segnale sismico di magnitudo 5,2 senza terremoto, un fronte di piena alto fino a 130 metri che ha raggiunto il Nepal in ventitré minuti. Che cosa sappiamo, che cosa resta da capire, dove trovare i dati.
Che cosa è successo
Alle 08:37 del 26 agosto, ora del Nepal, una porzione del versante settentrionale del Langtang Lirung, sul lato tibetano del confine, si è staccata insieme al ghiaccio che la ricopriva. Nel giro di mezz’ora la valle del Bhote Koshi era irriconoscibile.
Il Langtang Lirung è una montagna di 7227 metri che chiude a nord la valle del Langtang, una delle aree glaciali più studiate dell’Himalaya nepalese. Il suo versante settentrionale scende verso il Tibet, nella contea di Gyirong, dove il torrente Lhende Khola (Purupu Qiang Zangbu nella toponomastica cinese) raccoglie le acque di fusione e le porta verso sud, al valico di Rasuwagadhi, dove il fiume entra in Nepal con il nome di Bhote Koshi e poi di Trishuli.
La mattina del 26 agosto una fascia di ghiaccio e substrato roccioso larga circa seicento metri si è staccata a quota compresa fra 5200 e 5600 metri, secondo le diverse ricostruzioni, ed è precipitata per circa 1200 metri di dislivello. L’energia liberata dall’impatto ha fuso in pochi secondi una parte del ghiaccio e la massa, inglobando roccia e sedimento, si è trasformata prima in una valanga di roccia e ghiaccio e poi in una colata di detrito satura d’acqua, che ha percorso il fondovalle a velocità dell’ordine dei 40–50 metri al secondo. Sette minuti e mezzo dopo il distacco il fronte era al porto di frontiera di Gyirong, ventitré minuti dopo aveva già distrutto Rasuwagadhi e il ponte dell’Amicizia, e nelle ore successive la piena ha risalito la scala dei fiumi nepalesi fino a Devghat, a 168 chilometri dal confine, e oltre, in India, dove sono stati recuperati corpi a 240 chilometri di distanza.
Il dato che ha permesso di capire in fretta la natura dell’evento è il segnale sismico. Le reti dell’USGS, del China Earthquake Administration e del GFZ di Potsdam hanno registrato alle 02:52 UTC un evento di magnitudo 5,2 con profondità zero, che gli analisti hanno riconosciuto come prodotto dalla caduta della massa e non da una rottura tettonica. Non vi era un lago glaciale a monte, le piogge dei giorni precedenti erano nella norma e nessuna scossa ha preceduto il crollo. La causa predisponente più probabile, secondo gli specialisti che hanno esaminato le immagini, è la degradazione del permafrost che teneva insieme la roccia e il ghiaccio della parete, in una regione dove il riscaldamento sopra i 4000 metri procede a un ritmo di 0,31 °C per decennio.
Perché questo dossier
La Fondazione raccoglie qui le sole fonti con contenuto tecnico o di dato primario, le mette in relazione fra loro e segnala dove si contraddicono. La cronaca è esclusa. Le cifre sono provvisorie e ogni valore riporta la fonte e la data del bollettino da cui proviene.
Sei ore e mezza, dal distacco a Devghat
Orari in ora del Nepal (NPT, UTC+5:45). Le distanze sono misurate lungo l’alveo dal punto di distacco e hanno un’incertezza di circa dieci chilometri; le fonti sono indicate accanto a ogni passaggio.
Distacco di ghiaccio e roccia dal versante nord del Langtang Lirung. Segnale sismico M 5,2 (USGS), M 5,1 (CEA), registrato fino in Germania (GFZ).
Il fronte raggiunge il porto di frontiera di Gyirong, circa 20 km a valle, secondo la ricostruzione basata sui tempi di arrivo osservati.
La stazione idrometrica DHM di Syabrubesi legge ancora 1,62 m, sotto la soglia di pericolo di 7 m; poco dopo smette di trasmettere. Tutte le stazioni dell’alto Bhote Koshi vengono distrutte prima di emettere un’allerta.
Distruzione di Rasuwagadhi e del ponte di confine; altezze di flusso fra 40 e 134 m nelle gole (trimline, Geopera). La Flood Forecasting Division riceve la notizia alle 08:56.
Invio di oltre 629 000 messaggi di allerta alla popolazione a valle.
Galchhi: il Trishuli sale di 9 m in 30 minuti, la stazione resta operativa. A Malekhu innalzamento di 7 m (ICIMOD, DHM).
Il fronte passa Malekhu e poi Muglin.
Secondo evento sismico M 4,2 (USGS us7000tc90), non ancora messo in relazione con la dinamica della piena.
Devghat, 168 km dal confine: portata di picco stimata 5850 m³/s alle 16:00, volume di piena 57,4 milioni di m³ (NDRRMA).
Un lago di sbarramento di 2,2 milioni di m³ dietro il deposito nel Lhende Khola tracima gradualmente e si svuota; un secondo invaso formatosi il 29 agosto si svuota in un giorno.
Nota sulla coerenza dei tempi
L’arrivo a Gyirong dopo 7,5 minuti e a Rasuwagadhi dopo 23 minuti provengono da ricostruzioni diverse e implicano una forte decelerazione fra il porto e il confine, che distano pochi chilometri. La discrepanza è compatibile con una breve ostruzione nella gola oppure con incertezze di orario nelle fonti, e va risolta con i filmati datati delle telecamere di Gyirong.
Da parete di ghiaccio a colata di detrito
Gli eventi di questo tipo, che la letteratura chiama valanghe di roccia e ghiaccio (rock-ice avalanches), hanno un precedente stretto nel disastro di Chamoli del febbraio 2021, nell’Himalaya indiano, quando 25 milioni di metri cubi di roccia e ghiaccio caddero dal Ronti Peak e produssero una colata che distrusse due centrali idroelettriche. Jeffrey Kargel, del Planetary Science Institute, ha osservato che il processo del 26 agosto appare pressoché identico, e la stessa lettura viene dall’USGS e dal GFZ, che descrivono la trasformazione continua della massa in caduta per attrito, fusione istantanea e inglobamento di sedimento.
Tre serbatoi d’acqua concorrono a spiegare i volumi osservati a valle, come ha riassunto Dave Petley sul Landslide Blog dell’AGU. Il primo è il ghiaccio della massa distaccata, convertito in acqua dall’energia liberata nella caduta; il secondo è l’acqua contenuta nei sedimenti saturi del fondovalle, erosi e trascinati dal fronte; il terzo è l’acqua del fiume stesso, in piena stagione monsonica. Un lago glaciale preesistente, che avrebbe fatto dell’evento una GLOF (glacial lake outburst flood, piena da rottura di lago glaciale) come quella del luglio 2025 nella stessa valle, è escluso dalle immagini pre-evento.
L’analisi InSAR di Manoochehr Shirzaei (Virginia Tech) su dati Sentinel-1 fra l’8 gennaio e il 18 agosto 2026 ha rivelato che il sistema roccia-ghiaccio del versante scivolava verso valle a circa 10 millimetri al mese e che il movimento stava accelerando nelle settimane precedenti il crollo. È il principale elemento precursore documentato finora, anche se, come precisa lo stesso autore, un’accelerazione di questo tipo segnala un’area da sorvegliare e non permette di prevedere il momento del cedimento.
Diga naturale istantanea o colata in un solo impulso?
È la domanda che determina la forma dell’idrogramma, il modello di pericolo e, in ultima analisi, il modo in cui progettare i sistemi di allerta nelle valli transfrontaliere. Le evidenze raccolte al 4 settembre pendono verso l’impulso singolo, con al massimo ostruzioni transitorie di pochi minuti.
La ricostruzione di Jakob Steiner, ripresa da Geoscopy, propone che la massa caduta da 5100 a 3000 metri abbia sbarrato il fiume e che la piena sia nata dal cedimento di quello sbarramento. Geopera lascia aperta la stessa possibilità nella forma di “un’ostruzione ceduta entro un paio di minuti”. Contro l’ipotesi di un vero invaso intermedio stanno però due ordini di argomenti, uno cronometrico e uno volumetrico.
Il primo riguarda i tempi. Con il fronte a Gyirong dopo sette minuti e mezzo, su una distanza di circa venti chilometri, la velocità media risulta di circa 44 metri al secondo, coerente con le stime dalle trimline; un lago di dimensioni significative non ha materialmente il tempo di riempirsi e cedere in quell’intervallo, e la finestra utile per un ristagno si riduce a un paio di minuti. Il secondo riguarda i volumi. La piena misurata a Devghat vale 57,4 milioni di metri cubi, con circa 20 milioni di eccedenza sul deflusso di base, e la stima di Geopera per l’acqua transitata nel corridoio a monte è dell’ordine di 100 milioni di metri cubi, con un’incertezza del 40 per cento. Il lago di sbarramento effettivamente misurato dai cinesi conteneva 2,2 milioni di metri cubi e il “lago nascosto” nella zona sorgente 120 000; uno svaso di quest’ordine spiega al più qualche punto percentuale della piena, mentre la fusione di una parte di una massa stimata in 100–200 milioni di metri cubi, insieme all’acqua d’alveo e dei sedimenti, rende conto dei volumi osservati senza serbatoi intermedi.
I laghi che le autorità cinesi hanno misurato e sorvegliato si sono formati dietro il deposito dopo il passaggio del fronte, e si sono svuotati per tracimazione graduale nell’arco di nove giorni; appartengono dunque alla fase successiva e non alla genesi dell’onda. Resta da chiarire il ruolo dell’evento sismico M 4,2 di tre ore dopo, che potrebbe corrispondere a un collasso secondario.
Bilancio delle evidenze al 4 settembre
Classificazione provvisoria: valanga di roccia e ghiaccio trasformatasi in colata di detrito a impulso singolo, con possibile componente di sbarramento transitorio dell’ordine dei minuti, non ancora esclusa.
A favore dell’impulso singolo
Celerità media ~44 m/s fino a Gyirong · volumi di piena un ordine di grandezza sopra gli invasi osservati · nessun lago pre-evento nelle immagini · descrizione USGS/GFZ della fusione istantanea · laghi di sbarramento formati dopo il fronte e svuotati per tracimazione.
A favore di uno sbarramento
Ricostruzione Steiner (blocco e rottura) · discrepanza fra arrivo a Gyirong (7,5 min) e a Rasuwagadhi (23 min) · Geopera lascia aperta un’ostruzione di un paio di minuti · ICIMOD e CAS hanno ipotizzato un blocco temporaneo nelle prime ore.
Come si chiude la questione
Tre verifiche sono possibili con dati già aperti. La forma dell’idrogramma a Galchhi e Malekhu, che il DHM può fornire a passo fine, distingue un’onda da rottura di diga, con fronte più ripido e coda breve, da una colata alimentata dalla fusione. La storia di forza ricavabile dalle forme d’onda del CEA e del GEOFON con il metodo di Ekström e Stark (2013) restituisce durata, direzione e massa dell’evento sorgente. Un modello di propagazione monodimensionale, calibrato sul salto di 9 metri a Galchhi come ha fatto Geopera, può infine essere fatto girare con e senza serbatoio intermedio e confrontato con i tempi di arrivo osservati.
Tre laghi sopra Gyirong
Le sole misure dirette sui laghi di sbarramento provengono dalle autorità cinesi, perché il tratto interessato è in territorio tibetano. Il corpo di sbarramento principale, formato il 26 agosto dal deposito della colata sul Purupu Qiang Zangbu presso la confluenza a Gyirong, aveva secondo il comando dell’emergenza un’altezza media di 60 metri, una lunghezza di circa 1100 e una larghezza media di 300, con un lago di circa 0,1 km² e 2,2 milioni di metri cubi. Sorvegliato con radar di versante, droni e dati satellitari del Ministero delle Risorse Idriche, ha tracimato senza rompersi e il 4 settembre risultava completamente svuotato, con portate di 86,8 m³/s alla stazione di Gyirong Tsangpo e 20,7 m³/s al punto di misura di emergenza di Purenpu.
Il 29 agosto una frana di versante circa 2,8 chilometri più a valle ha creato un secondo sbarramento, che ha costretto a spostare i soccorritori ed è tracimato naturalmente il giorno seguente. Gli esperti del Ministero delle Risorse Naturali hanno infine segnalato un terzo corpo, definito “lago nascosto”, di oltre 120 000 metri cubi intrappolati nella zona sorgente sotto il fronte del crollo, fra crepacci e residui di ghiaccio, che resta sotto osservazione insieme all’area di distacco, esposta a piogge persistenti e temperature elevate.
| Corpo d’acqua | Formazione | Volume | Esito |
|---|---|---|---|
| Lago di sbarramento principale, Purupu Qiang Zangbu | 26 ago | 2,2 Mm³ | Tracimazione graduale, svuotato il 4 set |
| Secondo sbarramento, 2,8 km a valle | 29 ago | n.d. | Tracimato e quasi svuotato il 30 ago |
| “Lago nascosto” in zona sorgente | 26 ago | >0,12 Mm³ | Sotto osservazione |
Quello che i satelliti hanno visto
La copertura nuvolosa monsonica ha ostacolato l’osservazione ottica nel giorno dell’evento (Sentinel-2 ha avuto appena il 2,1 per cento di cielo sereno sovrapponibile al passaggio pre-evento), ma Landsat-9 è transitato circa due ore dopo il collasso e le acquisizioni commerciali del giorno successivo, rilasciate con licenza aperta da Planet e attraverso Copernicus EMS, hanno permesso ricostruzioni quantitative in meno di 72 ore. La banda dell’infrarosso a onde corte (SWIR) è stata decisiva per separare acqua e ghiaccio dalle nubi.
La ricostruzione dalle trimline
L’analisi più completa oggi disponibile è quella pubblicata da Darcy Weedman (Geopera) a partire da immagini WorldView-3 stereo a 0,3 metri, PlanetScope, SkySat e Pelican, con il DEM NASA HMA a 8 metri come riferimento altimetrico. Mappando le trimline, cioè i limiti superiori dell’erosione lasciati dal flusso sulle sponde, in 217 posizioni e sfruttando l’inclinazione del pelo libero nelle curve, l’autore ha ricavato altezze di flusso fra 40 e 134 metri al confine, con una mediana di circa 70 nelle gole, velocità di 37 m/s nel Lhende, 45–52 al confine e 11 dopo l’allargamento della valle a Syabrubesi, spessori di deposito di 10–18 metri in gola e circa 4 a Syabrubesi. Le altezze includono spruzzi e risalita e sono limiti superiori; la stima iniziale di 12 milioni di metri cubi di sedimento è stata ritirata dall’autore per un errore di geometria della parallasse. Il lavoro è aperto e riproducibile, ma non è passato per una revisione paritaria e va citato come tale.
Una valle che si scalda cinque volte più in fretta del pianeta
Il Langtang è uno dei bacini glaciali meglio documentati dell’Himalaya, con serie di misure che risalgono agli anni Settanta e, attraverso le immagini declassificate Hexagon del 1973, fino alla Piccola Età Glaciale. Lo studio di Gunjan Silwal e Owen King in stampa su Global and Planetary Change mostra che il ritiro dei ghiacciai del bacino fra il 2000 e il 2023 è stato una volta e mezzo più rapido che nel periodo 1964–2000, in una regione dove sopra i 4000 metri il riscaldamento procede a 0,31 °C per decennio, contro una media globale di 0,06–0,07.
Lo stesso massiccio aveva già ceduto il 25 aprile 2015, quando il terremoto di Gorkha staccò diversi milioni di metri cubi di ghiaccio e detrito che caddero per 1900 metri sul villaggio di Langtang uccidendo più di duecento persone, e la stessa valle del Lhende era stata colpita l’8 luglio 2025 da una piena da drenaggio di lago sopraglaciale che distrusse il ponte dell’Amicizia. Il bacino del Bhote Koshi–Poiqu, poco più a est, aveva conosciuto nel 2016 la GLOF di Gongbatongsha. La sequenza mostra come la degradazione del permafrost e la perdita di ghiaccio moltiplichino nel tempo i punti di innesco possibili lungo le stesse valli, che sono anche i corridoi infrastrutturali fra Cina e Nepal, con centrali idroelettriche per 783 MW colpite e sei impianti perduti in un tratto di 60 chilometri.
Le cifre, con la loro data
I bilanci divergono a seconda della fonte e del giorno, e per un uso scientifico vanno sempre citati con il bollettino di provenienza. Il rapporto di situazione dell’autorità nepalese NDRRMA del 1° settembre riporta 987 morti, 3916 dispersi in 62 distretti, 279 feriti, 11 814 persone soccorse, 41 ponti distrutti, 783 MW di capacità idroelettrica colpita e circa 1,6 milioni di persone interessate in cinque distretti. Le sintesi aggregate del 3 settembre indicano 1273 morti e 4757 dispersi, mentre il versante tibetano conta 16 morti e 546 dispersi. L’UNDP stima 2,2 milioni di tonnellate di detrito da rimuovere, l’IFRC circa 93 000 persone colpite, il governo nepalese danni oltre i 200 miliardi di rupie, pari a circa 1,3 miliardi di dollari. Il Post-Disaster Needs Assessment finanziato dall’ADB, quando sarà pubblicato, costituirà la fonte consolidata dei danni.
Le contraddizioni da risolvere
| Parametro | Valori in circolazione | Fonti | Come chiudere |
|---|---|---|---|
| Quota di distacco | 5200 m · 5600 m | USGS, CAS, EarthSky · Geopera | DEM differenziale pre/post (HMA 8 m vs stereo WorldView-3 o Pléiades) |
| Volume distaccato | 100–200 Mm³ (generico) | Sintesi enciclopediche | DEM differenziale e inversione della forza sismica |
| Magnitudo | 4,4 → 5,2 · 5,1 · 5,2–5,7 | USGS · CEA · GFZ | Analisi a lungo periodo con stazioni regionali (CEA 13+ entro 200 km) |
| Sbarramento istantaneo | Impulso singolo vs blocco e rottura | USGS, GFZ, Petley · Steiner | Idrogramma DHM a passo fine, storia di forza, modello 1D con/senza invaso |
| Tempi di arrivo | Gyirong +7,5 min · Rasuwagadhi +23 min | Ricostruzione tibetflood · Geopera | Filmati datati delle telecamere di Gyirong e del posto di confine |
| Evento M 4,2 di tre ore dopo | Collasso secondario? | USGS us7000tc90 | Immagini post-evento a scala oraria, confronto con la portata a valle |
| Bilancio umano | 987 / 3916 · 1273 / 4757 | NDRRMA 1 set · sintesi 3 set | Citare sempre bollettino e data |
Al 4 settembre nessun preprint dedicato risulta depositato su EarthArXiv, ESSOAr, EGUsphere o arXiv; le analisi tecniche circolano per ora nelle fonti qui elencate. La Fondazione aggiornerà questo dossier al comparire dei primi lavori sottoposti a revisione e del rapporto ufficiale di valutazione dei danni.
Dove trovare i dati
Tutti i collegamenti sono stati aperti durante la compilazione, il 4 settembre 2026. Sono esclusi gli articoli di cronaca privi di contenuto tecnico.
Dati sismici e geofisici
- USGS — evento us7000tbwb, M 5.2 Landslide26 ago 2026, 02:52:10 UTC, 28,271° N 85,515° E, profondità 0 km. Evento secondario M 4.2: us7000tc90
- USGS Landslide Hazards Program — 2026 Nepal Debris Avalanche and Flash FloodScheda tecnica, mappa dell’inondazione, contesto geologico. Mappa
- China Earthquake Administration — rilascio forme d’onda evento GyirongM 5,1, 02:52:20 UTC, 28,20° N 85,58° E, oltre 13 stazioni entro 200 km
- GFZ Potsdam — Extreme flooding in China and NepalRegistrazione GEOFON, stima Mw 5,2–5,7, onde superficiali a Flechtingen. Catalogo: geofon.gfz.de
- AGU/Eos Landslide Blog (D. Petley) — The 26 August 2026 catastrophic debris flowAttribuzione del segnale sismico, sorgenti d’acqua, immagini Planet compilate da D. Shugar
- ICIMOD — Major flash flood sweeps through Nepal’s Rasuwa districtIpotesi di valanga roccia-ghiaccio, dati Galchhi e Malekhu, sismometri di Jilong e Zhangmu
- Esperti CAS via Sina Finance — come si è innescato il crollo di ghiaccio e rocciaLago di sbarramento ~2 Mm³, distanza sorgente–Gyirong ~20 km
Telerilevamento
- ESA — Nepal flash flood imaged by satellitesSentinel-2 12/24/27 ago, Landsat-9 26 ago. Immagini: coppia Sentinel-2, collasso pre/post
- Copernicus EMS — attivazione EMSR927WorldView-3 27 ago 05:05 UTC; a Syabrubesi 240+ edifici distrutti. Prodotti
- International Charter Space and Major Disasters — Activation #1052Attivata il 26 ago per il DHM, 25 prodotti da NRSC/ISRO, SERTIT, Copernicus
- Planet Labs — Disaster Data Release, Nepal flash flood 2026-08-2629 scene PlanetScope, SkySat, Pelican con licenza aperta, pre 27 mag / post 26 ago–1 set
- Geopera (D. Weedman) — Bhote Koshi Flood 2026: A Reconstruction from Open Satellite DataTrimline, altezze, velocità, spessori, modello 1D. Non peer-reviewed
- Nature News — Satellite images before Nepal disaster showed warning signsInSAR Sentinel-1, M. Shirzaei (Virginia Tech), ~10 mm/mese in accelerazione
- AntarcticGlaciers.org (B. Davies, O. King, G. Silwal) — August 2026 Nepal-Tibet floodsConfronto Landsat/Hexagon 1973, tassi di ritiro e riscaldamento
- ISRO/NRSC via WION — Resourcesat-2A, due terzi del ghiacciaio staccatiFonte primaria da cercare su Bhuvan/NRSC
- Langtang Lirung — 26 August 2026 (ricostruzione con tempi di arrivo)Arrivo a Gyirong 7,5 min dopo il distacco; percorso di ~85 km
- Dati aperti per rianalisi: Copernicus Browser · USGS EarthExplorer · NASA HMA DEM 8 m
Report ufficiali e istituzionali
- NDRRMA Nepal — Rasuwa-Bhotekoshi Flood Situation Report, 1 set 2026987 morti, 3916 dispersi, 5850 m³/s a Devghat, 57,4 Mm³. Portale: bipadportal.gov.np
- Xinhua, 4 set 2026 — stato del lago di sbarramento sopra GyirongSbarramento 60 × 1100 × 300 m, 2,2 Mm³, svuotato; portate a Gyirong Tsangpo e Purenpu
- Guangming Daily, 29 ago 2026 — superficie del lago in diminuzione120 000 → 104 000 → 99 000 m²; radar di versante e droni
- Beijing News, 29 ago 2026 — esperti MNR sul “lago nascosto”>120 000 m³ in zona sorgente
- Ifeng, 31 ago 2026 — nuovo lago di sbarramento del 29 agosto2,8 km a valle, tracimato il 30 ago
- OCHA Nepal — SitRep #1, 27 ago · SitRep #2, 31 ago · scheda disastro ReliefWeb
- UNICEF Nepal — SitRep No. 1, 31 ago · WHO Nepal · UNDP (2,2 Mt di detrito) · IFRC · ADB (PDNA)
- Nepal MOFA — Flash Flood in Bhote Koshi River · aggiornamento 27 ago
- The New Humanitarian — The Himalayan disaster Nepal could not see comingKargel, Parajuli, Pokhrel sui sistemi di allerta e i precedenti 2016 e 2025
- Nepalnews — limiti del sistema di allertaRitardo di 16 minuti, 4 stazioni distrutte
- Polyphony — The flood that crossed the HimalayasCronologia DHM/FFD minuto per minuto
- Geoscopy — How a Collapsing Glacier Drowned the Bhote Koshi ValleyRicostruzione Steiner, questione diga/colata
- Stimson Center 2026 · Stimson Center 2025 (GLOF Lhende Khola) · SANDRP
- Science News — How scientists unraveled the cause · Nature News — Glacier collapse caused Nepal’s deadly flash flood
Letteratura di riferimento
- Silwal, G., King, O. et al. (2026). Glacier changes in Langtang Catchment, Central Nepalese Himalaya from the Little Ice Age (~1815 CE) to 2023 CE. Global and Planetary Change, in stampa. ScienceDirect
- Kargel, J.S. et al. (2016). Geomorphic and geologic controls of geohazards induced by Nepal’s 2015 Gorkha earthquake. Science 351. doi:10.1126/science.aac8353
- Fujita, K. et al. (2017). Anomalous winter-snow-amplified earthquake-induced disaster of the 2015 Langtang avalanche. NHESS 17, 749–764. doi:10.5194/nhess-17-749-2017
- Shugar, D.H. et al. (2021). A massive rock and ice avalanche caused the 2021 disaster at Chamoli, Indian Himalaya. Science 373, 300–306. doi:10.1126/science.abh4455
- Kääb, A. et al. (2018). Massive collapse of two glaciers in western Tibet in 2016 after surge-like instability. Nature Geoscience 11, 114–120. doi:10.1038/s41561-017-0039-7
- Gilbert, A. et al. (2018). Mechanisms leading to the 2016 giant twin glacier collapses, Aru Range, Tibet. The Cryosphere 12, 2883–2903. tc.copernicus.org
- Ekström, G. & Stark, C.P. (2013). Simple scaling of catastrophic landslide dynamics. Science 339, 1416–1419. doi:10.1126/science.1232887
- Cook, K.L. et al. (2018). Glacial lake outburst floods as drivers of fluvial erosion in the Himalaya. Science 362, 53–57. doi:10.1126/science.aat4981
- Taylor, C. et al. (2023). Glacial lake outburst floods threaten millions globally. Nature Communications 14, 487. doi:10.1038/s41467-023-36033-x
- Maurer, J.M. et al. (2019). Acceleration of ice loss across the Himalayas over the past 40 years. Science Advances 5, eaav7266. doi:10.1126/sciadv.aav7266
- ICIMOD/UNDP (2020). Inventory of glacial lakes and identification of potentially dangerous glacial lakes in the Koshi, Gandaki and Karnali river basins. lib.icimod.org
- Khabarhub (2025) — Satellite analysis shows GLOF as trigger behind Rasuwa floodGLOF del Lhende Khola, 8 luglio 2025 (IMHE/UAF)
Le immagini satellitari sono riprodotte nei termini delle rispettive licenze aperte (ESA CC BY 4.0 INT e CC BY-SA 3.0 IGO; USGS pubblico dominio). I grafici sono elaborazioni della Fondazione Glaciologica Italiana sui dati citati in didascalia e possono essere riutilizzati con attribuzione. Le cifre riportate sono provvisorie e riflettono lo stato delle conoscenze al 4 settembre 2026.









